La bella addormentata al “Verdi” di Trieste

Applaudita la compagnia dello storico Teatro di Odessa

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Created by Dejan Bozovic · Review

Sono passati quasi centotrent'anni dalla prima assoluta del balletto La bella addormentata e se gli autori presenti quella sera al Teatro Marinskij di San Pietroburgo – Čajkovskij e Petipa, quest'ultimo, insieme a Vsevoložskij ideatore anche del libretto tratto dalla favola di Perrault – avessero mai potuto assistere allo spettacolo messo recentemente in scena al Teatro Accademico Nazionale di Opera e Balletto di Odessa, probabilmente concluderebbero quanto poco siano cambiate certe cose dai loro tempi.
Questo allestimento è approdato ora al Teatro Verdi di Trieste e chi desidera vedere un'impostazione talmente classica da sembrare un continuo déjà vu reiterato innumerevoli volte, si godrà le scene ed i costumi invero sfarzosi, fiabeschi e scintillanti, firmati rispettivamente da Evgeniy Gurenko e Sergey Vasilyev, e una coreografia che asseconda, quasi passo dopo passo e non solo nel senso metaforico, quella originale.
I gusti nonché il modo di frequentare il teatro, però, sono immensamente cambiati (per esempio, le chiacchiere disinvolte e i goderecci banchetti nei palchi durante i passaggi meno accattivanti sono ora, per fortuna, inammissibili), e avendo La bella addormentata un numero non trascurabile proprio dei brani coreografici poco entusiasmanti, per usare un eufemismo, lo spettacolo potrebbe a qualcuno risultare eccessivamente lungo e spesso privo di essenza che giustificherebbe tale durata.
Sia coloro che hanno accolto questa edizione dello storico Teatro ucraino con una certa freddezza, serbatagli anche dallo Zar Alessandro III, sia quelli che lo hanno maggiormente apprezzato, concordano che non si tratta di uno spettacolo capace di accendere le grandi passioni né di mantenere una tensione continua. La compagnia è complessivamente lodabile, i solisti si distinguono per una buonissima preparazione tecnica, in molti casi, tuttvia, ben superiore all'espressività. Tale considerazione riguarda in primis la coppia dei protagonisti Olena Dobryanska (Aurora) e Stanislav Skrynnik (Désiré), più convincenti dal punto di vista interpretativo risultano Alina Sharay (la Fata dei Lillà) e Bogdan Chabanyuk (la Fata Carabosse), mentre una menzione speciale va al bravissimo Stanislav Varankin (l'Uccellino Azzurro).
Si aspettava più dalla direzione del maestro Igor Chernetski, diplomatosi proprio a Odessa, ma la sua attenzione è rivolta più al palcoscenico che all'esplorazione approfondita della partitura. L'orchestra offre un'esecuzione corretta, ornata dal bellissimo assolo della spalla Elia Vigolo.

Date 2018