Parsons Dance al Politeama Rossetti

Due coreografie in anteprima europea

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Created by Dejan Bozovic · Review

Il Politeama Rossetti è da decenni ormai la più importante vetrina della danza contemporanea (e non solo) di Triste, e certamente una tra le più rilevanti nel panorama regionale. Non è allora un mero caso che la compagnia newyorkese Parsons Dance fondata nel 1985 dal celeberrimo coreografo il cui nome porta, abbia scelto proprio questa sede del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per proporre ben due brani in prima assoluta europea: Microburst sulle musiche composte dall'indiano Avirodh Sharma, debuttato l'anno scorso al Joyce Theatre di New York, e Eight Women, ispirato ai maggiori successi di Aretha Franklin e commissionato proprio per il tour attuale, l'unica creazione della serata ideata non da David Parsons ma da Trey Mcintyre.
Senza addentrarsi nella ricerca delle articolazioni ed espressività innovative, entrambe le coreografie, sebbene di indole ed umore diversi, risultano accattivanti nella loro linearità ed omogeneità, mettendo in risalto la caratteristica constante della compagnia, ossia la fluida perfezione tecnica di ogni singolo ballerino, il loro carisma personale, il totale coinvolgimento che sfocia in un'irresistibile energia e capacità di trascinare il pubblico.
Allora si perdona la carenza di idee fresche, di soluzioni originali, di visioni nuove e magari sorprendenti, si gode della bravura e incisività dei danzatori che conferiscono un'anima a ogni numero, sin dall'apertura nel segno di Round My World sulle musiche di Zoe Keating. Forse la prova più chiara di una stagnazione sul versante concernente l'inventiva sono proprio le due coreografie di vecchia data capaci ancora di sospendere il fiatto, diventate dei cult classici quasi immediatamente dopo il loro esordio, avvenuto nel 2003 per la bellissima ed emozionante Hand Dance, e nel 1982 per Caught che in maniera assolutamente geniale fonde le meravigliose capacità del corpo umano e della tecnica contemporanea, basata nel caso concreto sull'architettura delle luci firmata dal light designer Howell Binkley, l'inseparabile collaboratore di Parsons. Il pubblico reagisce con constanti applausi a scena aperta ed una standing ovation finale.

Date 2019